25 febbraio 2006

LA PUBBLICITA' E I CONSUMATORI

“... In Italia esiste un organo di controllo, il Giurì, che fortunatamente riesce a compiere il suo lavoro egregiamente. E sì, ci sono diversi livelli di responsabilità. Il primo livello di responsabilità è legato alla correttezza dell'informazione: non dire cose false, non ingannare il consumatore. Di questo si occupa il Giurì. Il secondo livello è professionale e riguarda il rapporto con il cliente: non consigliare operazioni sbagliate o illegali. Il terzo livello è invece di tipo sociale: non promuovere valori e comportamenti che possano esser dannosi e/o offensivi o socialmente disdicevoli. E’giusto vedere anche che cosa non si può chiedere alla pubblicità. Non le si può chiedere di svolgere una funzione educativa. Sarebbe assurdo delegare alle aziende (che ragionano secondo le logiche del consumo) i compiti che spettano alla famiglia e alla scuola. Un'altra cosa che non si può chiedere alla pubblicità è di educare al consumo ragionevole ("compra questa maglietta solo se ne hai bisogno"). La pubblicità in fondo è un sistema di tecniche molto efficaci. Queste tecniche possono essere con vantaggio applicate alla promozione del consumo...”
Anna Maria Testa


Forse l'unica funzione "educativa" che secondo me la pubblicità può ricoprire è quella di educazione al consumo... giusto o sbagliato che sia !


Fonti :
http://guide.supereva.com/pubblicita/interventi/2004/11/184022.shtml